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Progetto digitale e realizzazione inedita per BAU – Contenitore di Cultura Contemporanea #20
https://www.bauprogetto.net/home/bau-20/
Il progetto **”Tempo di Lettura”** di Rolenzo affronta il ritorno delle ideologie di destra in Europa e l’inquietante revisione storica che accompagna questo fenomeno. Attraverso un processo digitale, Rolenzo invita a riflettere sull’importanza dell’informazione, dell’interpretazione soggettiva e del ruolo cruciale che la tecnologia gioca in questo contesto.
**”Tempo di Lettura”** consiste in uno script PHP che, il 25 aprile, una data simbolica per l’Italia che celebra la liberazione dal fascismo, legge 120 volte il codice sorgente del sito di notizie ansa.it e ne genera altrettanti haiku. Questa operazione non è solo un esercizio tecnico, ma un atto profondamente simbolico. Il 25 aprile, una data che dovrebbe essere universalmente riconosciuta per il suo significato storico, diventa il punto di partenza per esplorare come l’informazione, anche quando chiaramente documentata, possa essere distorta o reinterpretata, portando a un pericoloso revisionismo storico.
I 120 haiku generati dallo script rappresentano frammenti di un’informazione che, pur derivando da una fonte comune, si scompone e si ricompone in forme sempre diverse, simboleggiando le molteplici letture soggettive che si possono fare della storia. Questa frammentazione mette in luce l’incertezza e la precarietà della verità in un’epoca in cui le narrazioni storiche sono costantemente messe in discussione.
Rolenzo, attraverso **”Tempo di Lettura”**, denuncia non solo l’inquietante tendenza a negare l’importanza della Resistenza e della liberazione, ma anche il potere della tecnologia e dell’informazione digitale nel plasmare la percezione pubblica. Il progetto è un monito sulla necessità di vigilare contro la distorsione della storia e sull’importanza di preservare la memoria collettiva in un’epoca in cui la verità è sempre più soggetta a interpretazioni manipolate.
In conclusione, **”Tempo di Lettura”** non è solo un’opera d’arte, ma un richiamo urgente a riflettere su come la storia venga raccontata, compresa e, talvolta, pericolosamente riscritta.








