Charlie is Surfing

09/2020

100x150x130 cm
Manichino vestito con giacca a vento gialla modello Greta Thunberg,
software Arduino,
hardware Arduino Leonardo,
2 sensori di prossimità,
lampada,
notebook Asus,
tavolo e sedia Ikea.
Necessaria alimentazione elettrica.

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Le sfavillanti apparenze affannosamente lucidate. I gusci delle idee completamente svuotati. I pensieri obbligati.
Charlie non è più costretto ad un banchino, inchiodato da un’imposizione mentale.
Adesso è libero di muoversi, libero di pensare, libero di surfare.
Ma la libertà, la possibilità di scegliere, implica inevitabilmente un impegno.
Se il Charlie di Cattelan è obbligato in una condizione di passività, il Charlie di Rolenzo sente la pesantezza di dover essere attivo.
Seduto davanti ad una scrivania, il libero Charlie è immerso nel suo computer. Avvicinandoci possiamo condividere la visione delle sue navigazioni:
tematiche ambientali, strettamente contemporanee, assolutamente urgenti. Possiamo quindi dare un valore anche a quell’iconico impermeabile giallo da lui
indossato.
Ci allontaniamo, diamo un secondo sguardo alla postazione del ragazzo, ma ne rimaniamo sorpresi. La situazione è ben diversa rispetto a quando eravamo vicini,
adesso Charlie sta surfando su mari vuoti, si sta smarrendo in tematiche superficiali e oltretutto in rotta contraria rispetto alla salvaguardia ambientale.
Rolenzo con questa installazione interattiva vuole muovere una critica nei confronti delle prese di posizione sterili.
Una critica a quel momento in cui le ideologie non comprese, non assimilate nella loro interezza, diventano moda.
Una critica a quel senso del dovere che con troppa facilità si trasforma in spasmodico desiderio di dimostrare.
Rolenzo ha dato forma ad un’immagine che tutti noi abbiamo ben presente, un’immagine che parla della nostra contemporaneità così come della nostra storia.
Testo di Dario Andreotti - @ddderio